martedì 17 novembre 2009

E si insiste con lo spacciarle liberalizzazioni

Il governo italiano ha deciso di mettere l'acqua (bene pubblico fondamentale) nelle mani dei privati (leggete l'articolo di Repubblica).

Vi cito un passaggio dell'articolo di Repubblica di cui sopra:

"Tema del contendere è il cosidetto 'decreto Ronchi' che stabilisce la liberalizzazione dei servizi pubblici locali, prevedendo tra le altre cose che la quota di capitale in mano pubblica scenda sotto il 30%, lasciando spazio ai privati. Il provvedimento rende di fatto obbligatorie le gare per l'affidamento dei servizi da parte degli enti locali e vieta, quindi, salvo per casi eccezionali, l'assegnazione diretta a società prevalentemente pubbliche e controllate in maniera stringente dall'ente locale affidatario. A partire dal 31 dicembre 2010 quindi, le concessioni frutto di una assegnazione diretta cessano.
La liberalizzazione, inoltre, riguarda tutti i servizi pubblici locali, escluso il gas, il trasporto ferroviario regionale e la gestione delle farmacie comunali. Prevedendo tempi 'piu' dilatati per quanto riguarda i rifiuti.
"

Ma possibile che in Parlamento siano tutti così ignoranti? Perché nessuno dice che queste non sono liberalizzazioni, ma privatizzazioni?

Liberalizzare significa concedere l'ingresso sul mercato a nuovi soggetti, che quindi quindi possono competere con quelli già presenti (monopolisti, oligopolisti o simili).
Quindi liberalizzare dovrebbe significare - in un paese come l'Italia - concedere ai privati di competere con i servizi pubblici.

Ma dato che questo governo italiano ama i monopoli od oligopoli privati e disprezza i servizi pubblici (e meglio funzionano più li disprezza), allora cosa fa? Caccia fuori dal mercato i soggetti pubblici costringendoli a svendere a soggetti privati e spaccia questa privatizzazione forzata, questo esproprio al contrario come una "liberalizzazione".

Sinceramente... più che il governo e i suoi accoliti in questo in questo caso mi fa però rabbia l'opposizione che, pur inalberandosi, accetta la definizione ipocrita di liberalizzazione e non dice le cose come stanno.

Per chi ha ancora un paio di neuroni funzionanti ribadisco: non c'è nessuna liberalizzazione, c'è solo una privatizzazione selvaggia, un esproprio del pubblico a favore del privato.
Quale privato... mi fa paura pensarci.

Saluti,

Mauro.

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