martedì 20 ottobre 2009

Democrazia 1

Nel 1947, in un famoso discorso alla Camera dei Comuni, Winston Churchill disse: "Democracy is the worst form of government, except for those all other forms that have been tried from time to time".

Quella che a prima lettura può sembrera una difesa del concetto di democrazia esposto in maniera ironica, è in realtà un amaro (Churchill era ancora amareggiato dalla sconfitta nelle prime elezioni postbelliche) riconoscimento dell'imperfezione della democrazia.

Ma può esistere una democrazia perfetta?

Forse, in teoria, c'è la possibilità di costruire democrazie perfette o quasi, ma nella realtà credo che ciò si possa avvicinare (non realizzare) solo in comunità molto piccole.

Primo dubbio: democrazia diretta o democrazia rappresentativa?

Sembrerebbe semplice: nella democrazia diretta la comunità decide direttamente su tutto, mediante referenda o altro tipo di votazione. Detto così sembra semplice.
Però... le decisioni da prendere (leggi, decreti, accordi internazionali, contratti pubblici, appalti, ecc.) sono infinite... si dovrebbe vivere in cabina elettorale. E allora visto che si passa tutto il tempo a votare, chi lavora? Chi governa?
E c'è un'altra falla nella democrazia diretta: Chi decide su cosa decidere? Ci dovrebbe pur sempre essere un filtro. Un esempio teorico banale: mettiamo che la situazione economica renda necessario riformare il sistema fiscale. Si possono pensare mille diversi sistemi fiscali. Chi decide quali, tra questi mille, verranno presentati sulla scheda per votare? Oppure si fa una scheda abbastanza grande da poterli descrivere tutti e mille?

Quindi rimane la democrazia rappresentativa? La comunità delega a dei rappresentanti le decisioni, limitando i referenda a questioni molto particolari.
Se questi rappresentanti sono onesti sembrerebbe un'accettabile compromesso. Però, anche il rappresentante più onesto e preparato, è in primo luogo un cittadino, un elettore, con le sue idee.
Quindi il giorno che arriva da decidere sulla legge X tra la proposta A e quella B e io approvo la A, ma il rappresentante che ha avuto la mia preferenza predilige leggitimamente la B... io quel giorno in Parlamento è come non fossi rappresentato, pur avendo fatto il mio dovere elettorale.
Quel giorno di fatto non c'è democrazia per me.

Quindi si tratta di due alternative entrambe lacunose.

È chiaro comunque che - a livello pratico - la democrazia rappresentativa forse non è migliore (anzi) ma di sicuro più applicabile e controllabile da derive demagogiche o simili.

Saluti,

Mauro.

Nessun commento: