martedì 27 ottobre 2009

Bersani, Rutelli e il PD

Quando è nato il Partito Democratico (alias PD) tutti coloro che seguono un minimo la politica avevano subito capito che era il pesce grande (alias DS) che si fa mangiare dal pesce piccolo (alias Margherita) allo scopo di ricostruire la vecchia balena bianca del centro (alias Democrazia Cristiana).

Ora la componente di sinistra (per quanto all'acqua di rose... anzi all'acqua omeopatica di rose) di detto PD ha avuto uno scatto d'orgoglio e ha eletto (per di più - scandalo degli scandali! - tramite le primarie, cioè direttamente dalla base del partito) Pier Luigi Bersani a segretario del partito.

Chi è Pier Luigi Bersani?
Non vi faccio qui la sua biografia, vi dico solo che tra i tre candidati alla segreteria era l'unico di sinistra (moderata, sia detto). E, cosa ancora più grave, l'unico che aveva qualcosa da dire.

Dopo queste primarie colui che più di tutti in passato manovrò per costruire il PD (da lui visto, con speranza, come la nuova DC), cioè un certo Francesco Rutelli, ha fatto capire chiaramente (ma da buon democristiano senza dirlo chiaramente) che lascerà il PD per unirsi a Casini (e probabilmente anche a Mastella).

Ora questo ci dice due cose di detto Rutelli:
1) la sua caratura "democratica" nell'accettare l'esito di una votazione (il segretario è stato eletto dai militanti, non da un gremium ristretto);
2) la sua vera linea politica (si è sempre detto per il centro-sinistra, ma appena in questo centro-sinistra spunta qualcosa anche solo vagamente di sinistra lui scappa).

Beh, comunque... una banderuola del genere meglio perderla che trovarla (per chi non se lo ricordasse, Rutelli partì coi Radicali, passò ai Verdi, poi alla Margherita per arrivare al PD e ora passare a un'UDC che probabilmente cambierà nome).

Benvenuto Bersani, e ricordati di fare qualcosa di sinistra anche ora che sei segretario dopo aver detto alcune cose di sinistra da candidato.

Saluti,

Mauro.

P.S.:
Esemplare la vignetta di Staino sull'Unità.

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