domenica 25 giugno 2006

Paura della Turchia?

“Mamma li turchi!!!” Da un po’ di tempo sembra essere questo il grido d’avvertimento, di paura, dell’Europa tutta.
Stanno tornando le galee saracene ad attaccare i porti mediterranei? È ripreso l’assedio di Vienna da parte dei giannizzeri? No, peggio! La Turchia ha l’ardire di chiedere l’ammissione nella UE!

E tutti ad aver paura dell’ingresso di un paese che non garantisce troppo dal punto di vista democratico (però Guantanamo e le leggi “ad personam” non arrivano dalla Turchia). Ad aver paura di un paese musulmano che si scontrerebbe con la cultura (cristiana) dell’Europa (e le radici greco-romane, precedenti e ancora oggi in molti casi sovrastanti le tradizioni cristiane, le abbiamo dimenticate? Istanbul, allora Bisanzio, era la seconda Roma e culla della chiesa cristiano-ortodossa).

Non dovrebbe far paura la Turchia.
Dovrebbe far paura la politica della Polonia. E la sua sotterranea alleanza con Londra.
La Turchia ha bisogno dell’Europa, per due motivi: evitare di cadere del tutto nel calderone esplosivo del Medio Oriente (quindi la Turchia può essere una barriera contro l’Islam radicale, non un suo cuneo in Europa) e affrancarsi almeno in parte dalla quasi schiavitù verso gli USA (che con le basi militari, Incirlik insegna, di fatto sono padroni del paese).
La Polonia invece... è discretamente lontana da zone a rischio e non ha particolari necessità strategiche o sociali che le rendano assolutamente vitale l’ingresso nella UE.
La Polonia infatti guarda oltreatlantico, la Polonia si sente attratta dagli USA (basta leggersi le dichiarazioni dei vari governanti polacchi degli ultimi anni e la prontezza con cui si è lanciata in Iraq e ha lasciato creare alla CIA prigioni in territorio polacco, senza dimenticare il già avvenuto ingresso nella NATO). Per la Polonia l’ingresso nella UE è semplicemente un modo per stringere contatti più a ovest, grazie soprattutto all’aiuto di Blair. E una volta che la UE avrà assolto il suo “compito” di ponte tra Varsavia e Washington, la Polonia non avrà più remore a tradire l’idea comunitaria come già sta facendo da anni il Regno Unito.

Però la Polonia è cristiana... la Turchia no. Volete mettere?

Saluti,

Mauro.

3 commenti:

sandro ha detto...

Ciao Mauro. Concordo pienamente con te sul fatto che la Polonia stia facendo una politica non proprio europeista. Tener fuori la Turchia significa voler perdere un alleato importante contro l'islam radicale e oltretutto vuol dire che i turchi devono essere lasciati da soli in quel calvario medio orientale. A questo punto,credo che stiamo dando la Turchia in mano ai fondamentalisti!Ciao

Mauro ha detto...

>A questo punto,credo che stiamo dando >la Turchia in mano ai >fondamentalisti!

E tenendo conto della posizione strategica (sia geografica che politica) della Turchia non ce lo possiamo permettere. Almano così credo io.

Ciao.

Mauro ha detto...

Piccola aggiunta al discorso Polonia-Turchia: mentre la Turchia, pur non abrogandola, da molti anni anni non applica più la pena di morte (e sembra che l'abrogazione anche dalla teoria e non solo dalla pratica sia vicina), i gemelli che guidano la Polonia sostengono che va reintrodotta e che si batteranno per farla reintrodurre in tutta Europa.

Non credo serva aggiungere altro.

Saluti,

Mauro.